Andre Agassi - ora gioco per i ragazzi della mia scuola #wobi

Sono passate poco più di 24 ore dalla fine del World Business Forum di Milano e ho ancora impresso negli occhi lo sguardo del campione dei campioni mentre dice " Quando mi hanno detto che ero diventato il numero 1 della classifica mondiale non ho provato niente".



Quando ho visionato la prima volta il programma dell'evento mi sono chiesto che cosa ci faceva Andre Agassi in un evento che riguarda il business. Gli altri speaker erano tutti Guru del management, del marketing, del design, innovatori e quant'altro. Mi sono chiesto cosa avesse da dire uno campione dello sport a una platea di imprenditori e manager.



Non conoscevo, ignorante me, il libro "OPEN- la mia storia" e francamente non l'avrei neanche comprato fino a quel momento. Mentre Andre stava salendo sul palco mi sono chiesto se si sarebbe trattato del classico divo, testimonial dei soliti scontati punti chiave di un certo tipo di management della motivazione. Argomenti che per altro fanno sempre molta presa sul pubblico, il ragazzo povero che diventa famoso, la voglia di vincere, il sogno, la sofferenza della preparazione, la tenacia, la costanza … per non parlare della fiducia e il credo in se stessi, del gioco di squadra … bla, bla, bla ( come direbbe il mio amico Andy Storm)

Non sospettavo neanche lontanamente quello che avrei potuto imparare dalla testimonianza di quest'uomo. Sguardo limpido, tono pacato e tanta umiltà il grande campione rivela tutta la sua umanità raccontando una storia drammatica, fatta di sofferenza e di conflitto con un padre che lo voleva campione del mondo a tutti i costi in uno sport che invece lui odiava. "A 13 anni sono entrato nell'accademia di tennis della Florida. Mi sono sentito abbandonato, strappato dalla mia infanzia e ho capito che l'unico modo per uscirne era vincere. dovevo vincere per potermene andare via".

Non voglio riportare tutta la storia, potete leggere il libro o anche solo gli articoli apparsi in queste ore, scritti da persone sicuramente più preparate di me. Quella apparsa sul Corriere della Sera mi sembra piuttosto fedele.

Voglio citare invece tre passaggi nei quali Andre ha spiegato quali attitudini gli hanno permesso di riprendere il controllo e trovare una connessione con la sua stessa vita, che riassumo liberamente in Perdita, Rinascita e Scopo.

- la Perdita :

" Quando sono passato dal N°1 della classifica al N°140 è stato il periodo più cupo della mia vita, non ho mai odiato così tanto il tennis. Mi sentivo totalmente scollegato dalla mia vita, avevo bisogno di cercare qualcosa che fosse mio. Ho giocato tutta la vita per mio padre, ho giocato per paura. Non ero andato a scuola, non sapevo fare niente, eccetto che vincere."

"Perdere insegna di più che vincere. Non imparare dai fallimenti, quella sarebbe la vera sconfitta." 

- La Rinascita :

"Ci sono cose che non puoi controllare nella vita. L'unica cosa che puoi controllare è come vivi la tua giornata. Puoi migliorare la tua vita di un giorno. Ogni giorno. Ma questo riesci a farlo solo se hai uno scopo."

- Lo Scopo :

"La mia nuova motivazione per tornare a giocare allo sport che ho profondamente odiato, sono stati tutti quei bambini che come me non avevano potuto studiare e che diversamente da me non avevano avuto la fortuna di poter giocare. Ho deciso di creare una Scuola per questi bambini, (Andre Agassi Academy) qualcosa di più grande di me e questa è diventata la mia nuova ragione di vita. Da lì in avanti il tennis per me è cambiato, è diventato l'opportunità attraverso la quale comunicare la mia visione al mondo."



Il Grande Campione, da vero Grande Essere ci ha dato un Grande Esempio tangibile di come ognuno di noi può mettere a disposizione degli altri il suo Talento per creare un mondo migliore. Questa è leadership.

"Alla Agassi Academy  abbiamo un Mantra che recitiamo tutti i giorni : La nostra vita riguarda gli altri e non si possono rispettare gli altri se non si rispetta se stessi"

Tutto questo mi riporta al  Mantra della nostra Accademia : "Migliorare per rimanere i Migliori" (oramai è diventato il nostro Claim), che ci spinge a vivere il nostro cammino di miglioramento individuale proprio nella direzione Agassiana.

Migliorare non solo per vincere, per sopravvivere, per esserci. Migliorare per rimanere i Migliori: persone migliori. In grado di migliorare chi gli sta intorno. In grado di fare del mondo un posto migliore.

No, non avevo avuto davanti il solito testimonial bombato. Quello che avevo avuto davanti a me era un Grande Uomo. Grazie della lezione Andre.

Giorgio L. Nicastro

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