World Business Forum 2018 – Milano

Che frenesia! Quest’anno è stata la mia prima volta al World Business Forum di Milano e quello che poso dirvi è che è stato uno schianto! Aver avuto l’opportunità di incontrare alcuni tra i top player sulla scena business italiana e internazionale non è stato solo incredibilmente emozionante ma anche un bagno di umiltà per una giovane professionista come me.

Una delle menti più brillanti che ho potuto ascoltare, con la quale ho anche avuta l’opportunità di una chiacchierata diretta, è stato Ian Williamson: vice presidente e rettore della Victoria Business School – Facoltà di Economia dell’Università di Victoria a Wellington, Nuova Zelanda. Le sue ricerche nell’ambito del talento, della leadership e del people management non sono soltanto interessanti perché possono essere applicate con relativa facilità in azienda, ma anche perché offrono valore alle organizzazioni che si stanno preparando per i mercati di domani.


In quanto partner tecnico della manifestazione, WayOut Consulting ha avuto l’opportunità di organizzare un pranzo privato nel giorno di apertura del WBF 2018. Dopo che Giorgio (CEO di WayOut) ha scoperto che avrebbe presentato Ian Williamson alla platea del WBF, abbiamo pensato che averlo con noi al nostro pranzo sarebbe stata un’occasione unica per scambiare idee e impressioni.


Per noi il Talento è un dono naturale che permette all’individuo di dare sostanza al proprio esclusivo valore in ogni attività. Talvolta le persone sono molto consapevoli dei loro Talenti, in altri casi ci vogliono tempo, esperienza e sperimentazione per farli emergere. È però fondamentale sapere che si tratta di una cosa importante, vitale per un’organizzazione assicurare che i propri Talenti non vadano sprecati e non rischino di sfuggire come sabbia tra le dita. Molte organizzazioni sono già arrivate alla conclusione che perdere Talenti non è soltanto estremamente caro in termini economici, ma lo è ancora di più in termini di perdita di creatività, di competenza e di vantaggio competitivo.


Del discorso del Professor Williamson mi rimangono tre importanti spunti di riflessione e lavoro che cercherò di applicare in WayOut. Il primo è la differenza tra ciò che porta i business a realizzare un maggiore o minore successo. Si tratta un punto davvero notevole, in retrospettiva quasi ovvio, anche se non sono ancora molte le organizzazioni che lo applicano (e questo mi sembra ancora più rilevante). Mi pare quasi di percepire la vostra perplessità. Di cosa si tratterà? Ecco qui: i business di successo vendono prodotti e servizi realizzando i loro profitti nell’uno o nell’altro modo. Come ci riescono? Restano “rilevanti” nel proprio mercato di riferimento. Sembra ovvio; ma come fanno a sapere che restano “rilevanti”? E come si fa a mantenere “rilevante” il nostro business? Le organizzazioni di maggiore successo domandano alle persone esterne al business. Considerare solo cosa stiamo facendo e come potremmo migliorare senza veramente chiedere l’opinione degli “esterni” diventa davvero pericoloso. Le supposizioni sono frequentemente inesatte perché si basano su frammenti di informazione che noi completiamo secondo le nostre convinzioni, ma il completamento è spesso compiuto partendo da una visione errata; un tranello nel quale cadono in molti. Superare la supposizione di sapere e aver capito richiede certamente più sforzo, ma la parole del Professor Williamson mi hanno davvero convinta che questo impegno potrebbe portare a risultati importante per WayOut.


Il secondo punto è che non importa quanto tu sia piccolo nel tuo business, perché puoi sempre trasformare le idee in realtà semplicemente chiedendo aiuto agli altri. WayOut è in una fase incredibile di crescita e siamo un team con mille idee nuove. Essendo uno small business talvolta la nostra capacità è limitata quando si tratta di implementarle e realizzarle. Il professor Williamson ha dato uno spunto davvero importante sottolineando che non c’è sempre necessità di creare o sviluppare Talento all’interno dell’organizzazione, ma che è piuttosto necessario sviluppare la nostra capacità di creare relazioni per avere accesso alle capacità e al talento in termini di collaborazione. Ad essere onesti questa è una cosa che non avevo del tutto considerato prima. Ho quasi sempre osservato le organizzazioni mantenere alta la competitività e diventare protettive quando si tratta di condividere le proprie conoscenze. Invece coltivare la capacità di relazione combinando punti di forza, esperienza e Talenti può portare beneficio a tutte le parti in gioco creando delle opportunità win-win per tutti.


Infine il Professor Williamson ha trattato della leadership come facilitatore nei processi di innovazione e cambiamento, che certamente comportano incertezze in tutti, leader compresi. Le persone sono abituate a sentirsi dire cosa devono fare, perché i leader sono spesso visti come persone che hanno esperienza, che sanno dove andare e dove dirigersi. Quando le organizzazioni introducono delle innovazioni o nuove tecnologie, capita che anche i leader di maggiore esperienza non sappiano esattamente cosa fare. Quindi cosa fanno i buoni leader in questa situazione? Cosa consente loro di stare davanti al proprio team dicendo “non lo so”? Una cosa che un leader potrebbe sapere in una situazione di questo tipo è a cosa potrebbe somigliare il successo, ma probabilmente non sa quale potrebbe essere la via più diretta o migliore per raggiungerlo. Piuttosto che cercare di dare forma a questi percorsi lavorando in solitaria e dirigendo le Persone, il Professor Williamson suggerisce di lasciare parametri flessibili, lasciando ai membri del team la possibilità di sviluppare un approccio avendo chiari gli obiettivi. A quel punto, per assicurare qualità il suggerimento è quello di prendere in esame i suggerimenti dei singoli o dei gruppi di lavoro per garantire che sia trovata la migliore soluzione possibile. Per evitare la competizione o la rigida difesa delle idee, è importante spostare la struttura dei riferimenti dagli obiettivi individuali a quelli comuni, così da assicurare collaborazione e partecipazione


Ascoltare queste grandi idee abbinate ad esempi di realizzazione non mi è sembrato solo concreto, ma mi ha anche convinto dell’opportunità di provare ad impiegare questi principi. Spesso è facile raccontarsi che si sanno molte cose; ora è tempo di passare all’azione. Alla fine di questo 2018 sono in fase di preparazione del mio piano di lavoro per il 2019. Obiettivi: essere rilevanti – e prima di tutto essere informati per assicurarci di essere davvero rilevanti – e nutrire le relazioni per costruire modelli di partnership che permettano un accesso creativo al Talento e all’esperienza.


A questo punto direi che abbiamo parlato abbastanza. Tenete d’occhio questo spazio per vedere come passeremo all’azione. Alla prossima!



Il pranzo privato di WayOut - WBF Milano 2018

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